JULKA
Durata: 12 min
Genere: Animazione
Lingua: Italiano
Regia: Valeria Cozzarini
Anno: 2025
insegnante può ricorrere a qualsiasi forma di violenza per far rispettare questo divieto. Questo è il
mondo di Julka, una bambina di 8 anni che vive in Italia negli anni ’20.
SINOSSI
«Avevo iniziato a conoscere il mondo come sloveno, e ora non riuscivo a sopportare l’imposizione
di trasformarmi in un italiano.» – Boris Pahor (1913 – 2022)
Julka è una bambina di otto anni della comunità slovena e ha due amici, Danilo e Marko, dai quali
è inseparabile. Le loro vite cambiano drasticamente quando il regime fascista impone l’italiano
come unica lingua e vieta l’uso delle lingue locali e dialettali, dando così inizio a un periodo di
opressione e persecuzione. Un giorno, un insegnante, convinto sostenitore dell’italianizzazione
forzata, sentendo Julka parlare sloveno in classe, decide di punirla con violenza.
Concentrandosi sull’aspetto dell’imposizione linguistica come strumento di dominio, questo
cortometraggio trascende il suo contesto storico e propone una riflessione su un tema attualissimo.
Oggi come allora regimi nazionalisti, negando la lingua negano l’esistenza stessa delle comunità
locali, la loro storia e la loro specificità culturale, creando le condizioni per la pulizia etnica.
12 min
Genere: Animazione
Lingua: Italiano
Regia: Valeria Cozzarini
Anno: 2025
insegnante può ricorrere a qualsiasi forma di violenza per far rispettare questo divieto. Questo è il
mondo di Julka, una bambina di 8 anni che vive in Italia negli anni ’20.
SINOSSI
«Avevo iniziato a conoscere il mondo come sloveno, e ora non riuscivo a sopportare l’imposizione
di trasformarmi in un italiano.» – Boris Pahor (1913 – 2022)
Julka è una bambina di otto anni della comunità slovena e ha due amici, Danilo e Marko, dai quali
è inseparabile. Le loro vite cambiano drasticamente quando il regime fascista impone l’italiano
come unica lingua e vieta l’uso delle lingue locali e dialettali, dando così inizio a un periodo di
opressione e persecuzione. Un giorno, un insegnante, convinto sostenitore dell’italianizzazione
forzata, sentendo Julka parlare sloveno in classe, decide di punirla con violenza.
Concentrandosi sull’aspetto dell’imposizione linguistica come strumento di dominio, questo
cortometraggio trascende il suo contesto storico e propone una riflessione su un tema attualissimo.
Oggi come allora regimi nazionalisti, negando la lingua negano l’esistenza stessa delle comunità
locali, la loro storia e la loro specificità culturale, creando le condizioni per la pulizia etnica.